Piccola guida alla salsa di pomodoro

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Vi siete mai chiesti come si arrivi a questo, un invitante piatto di spaghetti al pomodoro?
Se non siete nati in una famiglia in cui ogni estate prepara la passata di pomodoro, forse non vi siete mai posti il problema ma oggi sono qui per spiegarvi brevemente come si ottiene questa gustosa salsa.Come forse avrete intuito, io sono nata in una famiglia in cui tutte le estati si prepara la salsa di pomodoro.
Utilizzando le parole calcistiche di mio padre, mia madre é il nostro commissario tecnico, colei che dirige i lavori e organizza queste intense giornate. 
Importante é partire da una buona materia prima. Di pomodori ce ne sono decine di tipi diversi, ma il più indicato per preparare la salsa di pomodoro é il San Marzano poiché contiene meno acqua delle altre varietà. Mia madre li prende da un produttore locale e di solito ne acquista 80kg per volta.

 
Si inizia al mattino presto, la sveglia è di solito alle 5.30 e alle 6 siamo già tutti schierati e pronti a partire: mio padre sistema il fornello, io e mia madre iniziamo a lavare i pomodori. Verso le 6.30 arrivano anche mia nonna, mia sorella e suo marito ed è questo il momento in cui iniziamo a mondare e tagliare in grossi pezzi i pomodori. Questo lavoro richiede circa un’ora e mezza/due ore. A questo punto tutti i pomodori sono dentro il pentolone che viene adagiato sul fornello e si attende con non poca suspence l’inizio del bollore. I pomodori devono cuocere per circa due ore. 

Alle 8 arriva il fatidico e tanto atteso momento della colazione (o della seconda colazione, per chi come me non riesce a resistere nemmeno cinque minuti a stomaco vuoto). É necessario un pasto sostanzioso perché la giornata é appena iniziata. Io amo fare la colazione salata e l’ultima volta ho preparato per l’occasione una focaccia con i datterini accompagnata da una fetta di focaccia dolce. Se non siete piemontesi forse non lo sapete, ma da queste parti esistono diverse varietà di focaccia dolce.
Dopo il break colazione (rigorosamente fatta a turno per non distogliere lo sguardo dai pomodori in cottura), si preparano gli aromi da aggiungere alla salsa. Noi di solito aggiungiamo cipolle bionde, sedano rosmarino e tanto, tanto basilico. 

Alle 10.30 arriva il momento di far passare la salsa. Si usa uno strano marchingegno con un grande imbuto e diversi ingranaggi che permettono di dividere le bucce e i semi dalla polpa.
É molto semplice come passaggio, si prelevano dei pomodori cotti, si scolano con una tela a maglie strette e si fanno passare attraverso l’apposita macchina. In questo modo si ottiene una salsa liscia ma non liquida, dall’aspetto rustico. Pensavate fosse già finita? Ebbene no. 

La salsa va fatta cuocere ancora per circa mezz’ora e a questo punto viene aggiunto il sale. Verso le 12.30 si chiudono le danze e arriva finalmente il momento più atteso, quello di un bel piatto di pasta al pomodoro. Dopo l’ultima cottura la conserva viene fatta riposare finché non é ben fredda. Il giorno dopo mia madre riempie i barattoli uno ad uno e li fa cuocere a bagnomaria, dopodiché la scorta di salsa di pomodoro é pronta per essere utilizzata nell’arco di un anno. 


Come vedete é un processo lungo, che richiede un duro lavoro. Immagino non vi sia venuta voglia di provarci, e sinceramente un po’ vi capisco.
La prossima volta che andrete al supermercato a comprare la salsa di pomodoro pensateci bene durante la scelta del barattolo che fa per voi. Un barattolo poco costoso é spesso sinonimo di bassa qualità e sfruttamento dei lavoratori. Lavorare la terra, nonostante le nuove tecnologie, resta un lavoro molto faticoso ed é giusto tutelare tutte le persone che gravitano attorno a questo settore, anche gli ultimi, coloro che raccolgono frutta e verdura. 
Utilizzando le parole delle vecchie pubblicità degli anni ’50, esigete la qualità, sempre. 

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